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I comuni del Mombracco

BARGE

Barge si trova ai piedi del Monte Bracco e del Monte Meìdia a una quota che non supera i 400m sul livello del mare.  Il suo toponimo sembra potersi riferire ad un territorio “alle pendici di una montagna”, anche se secondo una diversa etimologia esso sarebbe da ricondurre ad un termine che indica una capanna o un semplice riparo. Il territorio è abitato sin dall’epoca preromana ma il primo documento giunto a noi che cita chiaramente l’insediamento di Barge è del 1001: fin da quel periodo è un centro di notevole importanza. Sospesa politicamente tra Marchesato di Saluzzo e Ducato sabaudo, Barge divenne stabilmente possedimento di Casa Savoia nel 1363: era proprio il titolo di “Conte di Barge” quello che amava maggiormente il re Carlo Alberto, e lo utilizzò anche per sfuggire in incognito agli austriaci durante la sfortunata Prima Guerra d’Indipendenza. Unica in Piemonte, Barge fu per diversi secoli sede produttiva di armi da fuoco. Tra le produzioni non si può non citare l’estrazione della pietra “Bargiolina”: vero e proprio “oro grigio” locale esportato in tutto il mondo. Il centro è attraversato da due corsi d’acqua, il Chiappera e l’Infernotto, che danno vita al Ghiandone il quale a sua volta confluisce nel Po nelle vicinanze dell’Abbazia di Staffarda.



 

Si dice che Envie debba il suo nome ad Annibale, che dalla sommità di un rilievo montuoso (chissà, forse proprio il Mombracco) guardò in direzione della strada da compiere e disse «Ecce viae»: e per questa ragione l’abitato fu poi chiamato Enviis. Anche se recentemente sembrano essere emerse tracce concrete del passaggio dei Cartaginesi dalla valle Po, questa rimane comunque una bella leggenda o poco più: resta il fatto che il territorio di Envie era già abitato da tribù liguri, che proprio tra Envie e la vicina Revello avevano un insediamento stabile. Possedimento sabaudo dal Trecento, per diversi secoli fu feudo della famiglia Cacherano di Bricherasio. Si trova alle falde del versante più aspro del Mombracco.



ENVIE

PAESANA

 

Paesana è il centro principale della valle Po: divisa in due borghi separati dal Po, fu feudo dei Marchesi di Saluzzo fino all’inizio del Seicento, quando per gli effetti del trattato di Lione passò ai Savoia con tutto il restante territorio marchionale. Nel Cinquecento fu zona fertile per la diffusione delle idee religiose riformiste, per la presenza di numerosi Valdesi provenienti dalle vicine valli Pellice e Chisone. L’abitato era dominato da un castello, distrutto sul finire del Cinquecento.

 



 

Il sito sul quale sorge l’abitato di Revello è frequentato sin dall’epoca romana, come dimostrano numerosi ritrovamenti archeologici, ed è poi citato in periodo longobardo. Intorno all’anno Mille viene nominato come feudo di Adelaide di Susa: è da allora che inizia a rivestire un importante ruolo commerciale, a causa della posizione in cui si trova: allo sbocco della valle e nei pressi di una collina facilmente fortificatile e difendibile.



REVELLO

RIFREDDO

 

Addossato alle pendici meridionali del Mombracco, Rifreddo prende il suo nome da un corso d’acqua che scende dalla montagna retrostante: il rio Freddo o Rivus Frigidus, come viene chiamato in un documento del 1075 che è il primo a citare questo insediamento. Feudo del marchesato saluzzese, fu sempre legato all’importante monastero femminile di Santa Maria della Stella, fondato a inizio Duecento dalla figlia del marchese Manfredi II, Agnese, e attivo fino al Cinquecento, secolo sul finire del quale fu trasferito a Saluzzo. Tra le vicende storiche avvenute in paese, si ricorda ancora il processo per stregoneria del 1495: un evento del quale il comune custodisce ancora gli atti e che è alla base della più riuscita manifestazione locale: la rappresentazione teatrale itinerante Le notti delle streghe, che si tiene ogni anno ad ottobre.



 

Sanfront si trova al centro della valle, sulla destra orografica del Po e allo sbocco di una piccola valle laterale. Il suo nome ricorda San Frontone, discepolo degli Apostoli che la leggenda vuole sia passato da queste parti durante la sua missione di evangelizzatore in Gallia, dove poi divenne vescovo di Périguex: tuttavia il toponimo appare per la prima volta in un documento del 1075 come Sanctus Frontinianus, ovvero Frontiniano, e per questa ragione sussistono numerosi dubbi sul racconto leggendario. Fu possedimento del marchesato di Saluzzo fino alla sua definitiva annessione al ducato Savoia, avvenuta nel 1601 a seguito del trattato di Lione.



SANFRONT